[Ψ PsyConsigli] ovvero una rubrica sul parere (non richiesto) di una dottoressa in psicologia, futura psicologa. Perché? La risposta più ovvia è: ho studiato tanti anni, almeno lasciatemi aiutare a distanza chi da vicino non vuole nemmeno sentir parlare uno psicologo. Ci sono talmente tanti pregiudizi su questo settore che sono allibita, nonostante io stessa all’inizio la pensavo così. Paradossale, no?

Il primo è: solo i pazzi vanno dallo psicologo. Non voglio che i miei familiari, amici o conoscenti  pensino che io sia pazzo/a.

Il secondo: sono in grado di gestire da  me i miei problemi. Non ho bisogno di nessuno con cui sfogarmi.

Il terzo: ma infondo tutti siamo un po’ psicologi.

Potrei continuare all’infinito, ma non vi tedierò oltre. Quindi, eccoci qui pronti a smontare un po’ questi pregiudizi e a diffondere un minimo di informazione neuropsicologica.

Punto primo: la psicologia non è campata solo sula filosofia dal 1700 in poi. Ebbene sì. Ho fatto più esami di biologia, neurobiologia, neurofisiologia e neuroscienze di quanti me ne aspettavo. Questo perché si fonda sui meccanismi biochimici del cervello per spiegare le funzioni superiori, ovvero chi sei, cosa pensi, come lo pensi, perché lo pensi in quel modo e non in un altro.

Un esempio: le tecniche di training autogeno. C’è chi è convinto che sia una qualche forma di autoipnosi. Non è così. Le tecniche di training autogeno, così come le pratiche di meditazione, lo yoga e a dirla tutta anche la preghiera, hanno l’immenso potere di abbassare i livelli del maledetto ormone dello stress, chiamato cortisolo. Come lo fanno? Lo spiegherò nel prossimo articolo di [Ψ PsyConsigli].

A presto!

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