Lunedì: mainagioia. Ormai è appurato. E se questa è una verità indiscutibile, allora dovremmo tutti avere come giorno libero il lunedì,  non la domenica. Chissà se così funzionerebbe. O forse no. Forse per essere più ottimisti non bastano le vacanze, non bastano le tecniche antistress ( di cui ho parlato qui), non basta una buona notte di sonno o un fine settimana divertente. Di certo non basta che una pubblicità ci dica che l’ottimismo è il profumo della vita. Che poi non parla manco con tutti noi, poveri esclusi, ma con il fantomatico e misterioso Gianni. Se l’ottimismo è il profumo della vita, allora il pessimismo sarebbe la puzza? Effettivamente, riflettendoci bene, quando il nostro umore è in fase no (ovvero sempre) tutto risulta più fastidioso, intollerabile. Ovviamente è colpa del mondo, non nostra.

In realtà non è proprio così.  Capita a tutti di avere giornate no. A volte anche settimane, mesi, anni no. Mi hanno detto che l’anno bisestile in particolare porta proprio sfiga. Dunque, come possiamo noi, semplici essere umani, combattere contro la Iella Cosmica? In realtà un modo ci sarebbe. Anzi, più di uno. Ma prima di capire come combattere contro la iella cosmica, forse è il caso di capire come arginare un minimo il pessimismo. In fondo cos’è,  questa puzza e questa sensazione di mainagioismo che permane ogni giornata? Vorrei per prima cosa svelare un grande mistero, che poi grande mistero non è. Come tutte le faccende che riguardano le emozioni , anche questa influenza il cervello. Nel senso che lo modifica. Letteralmente. Ne cambia la struttura.

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Inquietante, eh? Ebbene sì. In particolar modo il pessimismo attiva un loop di basse aspettative dall’ambiente circostante e, perchè no, anche da se stessi, tipico di chi soffre d’ansia generalizzata. Non vi ritrovate in queste parole? Bene. Eppure se continuate ad aspettarvi, in perfetto stile Legge di Murphy, che qualcosa andrà male, state pur certi che accadrà. E no, non perchè improvvisamente il vostro terzo occhio si è aperto e siete in grado di fare profezie che si autoavverano. Non è per quello. E’ perchè il vostro cervello “si tarerà” (per così dire) su quella lunghezza d’onda. Un esempio?  Le vostre emozioni non potranno che essere negative. E quindi che succede quando, per esempio, la vostra macchina si rompe, magari proprio il giorno che dovete sostenere un esame o un colloquio di lavoro? E se a fine giornata il vostro vicino vi ferma per lamentarsi del vostro cane che abbaia? Cosa potrebbe mai succedere?

Ovvio. L’esplosione nucleare di una centrale atomica, ecco cosa. O magari no. Magari avete sufficiente autocontrollo per salutare educatamente il vicino rompiscatole, chiudere la porta di casa e accasciarvi sul divano. Magari vi limiterete a rispondere male alla minima provocazione che vi fa la vostra famiglia o il vostro fidanzato/a. Insomma Pessimismo e Fastidio vanno a braccetto, come due vecchiette pettegole e malevole. Mi direte che è impossibile combattere contro una natura pessimistica, perchè, appunto, fa parte di noi.

Anche qui potrei alzare timidamente la mano e dire “Non è proprio così:” Ma non voglio esagerare. Vi lascio allora un compito per casa, se avete voglia di farlo. Non siete costretti, ovviamente. Mi farebbe tuttavia piacere sapere se a qualcosa è servito.

Compiti per casa, fino al prossimo appuntamento di [Ψ PsyConsigli] : quando vi sentite particolarmente giù di morale e non vi pare ci sia un valido motivo, tornate con la mente a ritroso e cercate di contare tutte le volte che nella settimana o durante il giorno avete pensato in modo pessimistico.

Alla prossima!

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