​Volevo iniziare l’anno nuovo con un post carino e divertente. Non ho abbandonato questo mio spazio, sono solo oberata di impegni urgenti relativi alla tesi. 

Magari non interessa a nessuno, ma volevo fare delle considerazioni circa le persone. 

A parlare degli altri si rischia sempre di cadere nella saccenza e nella supponenza. Si tende ad avere pregiudizi o a giudicare senza conoscere. Si tende a pensare implicitamente di essere “meglio” dell’altro, che le proprio cose sono più importanti, perché sono appunto “proprie” e l’istinto di conservazione è forte a livello ontogenetico. 

Eppure. C’è un eppure. 

Eppure io sono così curiosa riguardo agli altri. Mi interessa la loro storia, mi interessa sapere i loro pensieri, mi piace capire perché si comportano in un determinato modo, o perché hanno fatto certe scelte. 

Ho scelto di studiare per aiutare gli altri, per capirli, per immedesimarmi nelle loro vite, per un genuino interesse verso le loro esistenze e la loro mente. Questo perché sono convinta che ogni persona sia un dono, che ti arricchisca, nel bene e nel male. 

Ogni persona è una scatola di Schrodinger dalle potenzialità infinite in sé. Puoi morire o vivere all’interno di chiunque incontri, soprattutto di coloro con cui decidi di entrare in relazione o capiti in relazione per un caso o forza di cose. 

Ma non esiste solo “morte e vita”, non è tutto bianco e nero. 

Mi piace pensare che siamo tutti prismi e che colpiti nel giusto modo dalla luce siamo in grado di donare incredibili arcobaleni di diverse sfumature, tutte bellissime, tutte uniche. 

Mi piace pensare così degli altri. Mi piace essere ottimista. 

Ma sono in svantaggio. Sono in svantaggio quando do comprensione e me l’aspetto. Sono in svantaggio, credendo nel valore degli altri e nella sacralità della loro vita e mortificandomi tutte le volte che in qualche modo il mio percorso crea agli altri qualche disagio. 

Sono in svantaggio a usare l’empatia come stile di vita. Sono in svantaggio nel mondo in cui l’ottimismo è deriso e visto con scherno, perché mammamia la vita è solo amara, mainagioia, schifo schifo schifo, razzismo, arroganza e la felicità un’effimera illusione. 

Sono nata in svantaggio. Sono cresciuta in svantaggio. Vivrò sempre in svantaggio. 

Ma sapete che c’è? Preferisco essere tra quelli considerati gli stupidi, piuttosto che vivere secondo canoni fuori natura per me. 

E tu, tu che non hai capito niente della mia persona, tu che mi hai umiliato, che mi hai attaccato addosso delle etichette che non condivido, tu che ti ritieni più importante e pensi che il tuo tempo sia più prezioso di quello degli altri… sei tu che sei davvero in svantaggio. 

Non importa se non te ne accorgerai mai. 

Io resto chi sono, mi impegno ogni giorno ad essere migliore, ad essere qualcosa di diverso, qualcosa che non abbia etichetta, perché le etichette mi stanno strette come jeans attillati di tre taglie più piccoli. 

Non sarai tu a convincermi del contrario. 

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